RITORNA ALLE DEGUSTAZIONI

Banco d'assaggio di dicembre:
bollicine metodo classico dell'Oltrepò Pavese 

Per il quarto appuntamento con le degustazioni promosse dal nostro portale, anche in coincidenza con l'arrivo delle feste di fine anno e del Natale, abbiamo deciso di concentrare la nostra attenzione sugli spumanti metodo classico. Il Pinot nero è l'uva principale nella produzione spumantistica dell'Oltrepò pavese. L'Oltrepò è il più grande produttore nazionale di Pinot nero e secondo al mondo solo dopo la Francia. Le caratteristiche del terreno e del clima gli consentono di essere considerato uno dei territori più vocati alla coltivazione di Pinot Nero, tanto da vantare un'estensione di oltre 2.000 ettari di vigneti, iscritti all'albo camerale della denominazione d'origine controllata. La tradizione spumantistica dell'Oltrepò Pavese ha radici antiche: il primo metodo classico prodotto in zona da uva Pinot Nero è datato 1872. 

La produzione di metodo classico in Oltrepò Pavese ammonta a circa un milione di pezzi l'anno; pur non avendo un grosso peso in termini quantitativi rispetto al totale imbottigliato in Oltrepò, lo spumante metodo classico costituisce il fiore all'occhiello di tutta l'enologia oltrepadana. 
Secondo il disciplinare di produzione approvato nel 1995 esistono due diverse D.O.C. per lo spumante Oltrepò Pavese Metodo Classico. Per la prima "Oltrepò Pavese Metodo Classico" sono utilizzate uve Pinot Nero, vinificate in bianco per il 70% con l'aggiunta di Chardonnay, Pinot Grigio e Pinot Bianco fino al 30%. La seconda "Oltrepò Pavese Pinot Nero Metodo Classico" eleva la percentuale minima di Pinot Nero allo 85% con una possibile aggiunta di Chardonnay, Pinot Grigio e Pinot Bianco per il restante 15%. Da qualche anno, lo Chardonnay è in fase di diffusione in Oltrepò, soprattutto nella Valle Versa, per la sua vocazione a produrre basi spumanti.

Azienda ospite di questa degustazione, inserita procurandoci un campione del vino, che per il secondo anno consecutivo ha ricevuto il punteggio massimo dei "cinque grappoli" dalla Guida Duemilavini dell'A.I.S. di Roma, Travaglino è stata la cantina assoluta dominatrice di questo wine tasting. Il suo Brut Classese 1997 è stato l'unico vino ad aggiudicarsi un punteggio, più che buono, di quattro stelle, in una graduatoria di merito che andava da un minimo di una ad un massimo di cinque.
Un vino indubbiamente molto buono e ben fatto ed è pertanto incomprensibile che in passato la cantina di Calvignano, invitata a partecipare alle nostre degustazioni come ospite, abbia posto condizioni inaccettabili, tipo l'avere un proprio rappresentante ai banchi d'assaggio, quasi non si fidasse del nostro modo di lavorare o mettesse in dubbio la regolarità del nostro modo di procedere, che ci hanno indotto a non ripetere l'invito. Il vino, però, e la sua qualità indiscutibile, hanno messo in fuga dubbi, incomprensioni e complicazioni mentali, consentendo al millesimato 1997 del Travaglino di affermarsi. E di testimoniare l'assoluta serietà del nostro modo di svolgere le degustazioni. 
Questo banco d'assaggio, purtroppo, e non per causa degli organizzatori, ha dovuto registrare altre inspiegabili defezioni: la Cantina di Casteggio, che aveva vinto proprio con un Brut metodo classico il concorso del Talento d'oro, i cui responsabili, contattati perché prenderessero parte con un loro vino, hanno declinato l'invito, la Versa, storicamente il nome più noto della spumantistica oltrepadana, contattata, ma senza risposta alcuna, ed infine Monsupello. 
Dell'azienda di Torricella Verzate, in verità, è presente un vino, il Classese Brut, ma non il Pinot nero Brut Nature, che per il secondo anno si è aggiudicato i "tre bicchieri", unico metodo classico italiano non Franciacorta, oltre al Giulio Ferrari riserva del Fondatori, di Vini d'Italia. Carlo Boatti, inspiegabilmente, e adducendo giustificazioni che non condividiamo e su cui preferiamo glissare, ha preferito non far partecipare le sue bollicine top. Peccato per Monsupello, che con il Nature si sarebbe piazzato molto più in alto nella graduatoria di piacevolezza. 
Tornando alla degustazione occorre ricordare che è immutato il criterio di giudizio utilizzato anche in occasione delle precedenti degustazioni: un punteggio da un minimo di una ad un massimo di cinque stelle, come in uso nella stampa anglosassone. Inalterata, e garanzia d'assoluta oggettività e serenità di valutazione, la degustazione fatta a bottiglie coperte, senza conoscere il nome del produttore.

Cosa hanno messo in mostra i vini ? Che ostinandosi, come molti produttori continuano a fare, sulla produzione di Pinot nero in purezza, senza un deciso riequilibrio consentito da una percentuale di uve bianche come lo Chardonnay, non si possono produrre, salvo miracoli, bollicine dotate di quella piacevolezza di gusto che per il moderno consumatore italiano, (e non esclusivamente oltrepadano), che è andato formando il proprio gusto su metodo classico "bianchisti" come i Franciacorta e i Trento Doc, ritiene oggi indispensabile per avvicinarsi a questa particolare tipologia di prodotto. 
La riprova di questa evidenza viene chiaramente dal vino di Travaglino, che affinato 36 mesi sui lieviti, nasce da una solida base di Pinot nero dell'80%, corroborata, in chiave di freschezza, di sapidità, di armonia, da un venti per cento di Chardonnay.  Ostinarsi, in ossequio ad una difesa della "tipicità spumantistica oltrepadana" a lavorare con il Pinot nero in purezza, ci sembra una scelta di retroguardia, che condanna le bollicine metodo classico oltrepadane ad un consumo e ad un mercato esclusivamente locale o al massimo milanese. 
Leggiamo che l'Associazione Produttori del Classese, nata nel 1984 per valorizzare, tutelare e difendere l'immagine e il prestigio dello spumante classico dell'Oltrepò Pavese ottenuto da basi di Pinot Nero, e presieduta da Carlo Boatti, ha dato il via allo studio per l'adeguamento a canoni di maggiore severità del regolamento di produzione dell'omonimo spumante metodo classico prodotto in Oltrepò Pavese. L'Associazione dice di credere nel rilancio dello spumante di qualità, ed è convinta dell'utilità della Denominazione Controllata e Garantita per certificare il prestigio di un prodotto.
Se i produttori del Classese puntano davvero, come affermano, al riconoscimento della Docg, sarebbe opportuno che si mettano al lavoro per modificare il disciplinare di produzione e consentire, cosa che attualmente è impossibile, che gli spumantisti possano lavorare anche su Blanc de Blancs, ovvero su vini ottenuti dall'esclusiva elaborazione di uve bianche, Chardonnay o Pinot bianco. Nei vini che abbiamo assaggiato la grande assente, più volte invocata, difatti, è stata proprio la piacevolezza di beva, quel quid che porta, dopo aver stappato una bottiglia di bollicine metodo classico, si chiami Champagne, Franciacorta, Cava o Oltrepò Pavese Brut, a desiderare di berla, meglio se in compagnia, in allegria, sino all'ultima goccia.
Troppi vini ci sono sembrati magri, acidi, poco consistenti, poveri di frutto, privi di personalità, in alcuni casi incredibilmente già spenti, stanchi, privi di garbo. Le classiche note agrumate e di ananas a naso, qualche gradevole accenno floreale, e poi la consueta prevedibile musica fatta di lieviti, crosta di pane, accenni di formaggio, ad indicare costruzioni e strutture elementari, l'utilizzo di una materia prima non proprio eccelsa.
Il millesimato di Travaglino, invece, ci è piaciuto perché ad un naso di bella densità, ampio, intenso, ha fatto corrispondere oltre ad una bella consistenza al gusto, una notevole cremosità, lunghezza gustativa e carattere. Un metodo classico di sicura personalità, come vorremmo fossero gran parte delle bollicine oltrepadane.
Meno esplosivi, come stile, ma più che corretti, anzi gradevoli, sapidi, nervosi, non privi di fragranza e di garbo, anche la Selezione del Gourmet di Anteo ed il Brut di Cà del Gè, mentre qualcosa di più ci si sarebbe aspettato dal millesimato della Tenuta Il Bosco. 

Franco Ziliani Bubwine@hotmail.com 

 

I migliori:
Travaglino Oltrepò Pavese Spumante Brut Classese 1997
Cà del Gé Oltrepò Pavese Pinot spumante
Anteo Selezione del Gourmet 1997
Bellani Marco Oltrepò Pavese Pinot Brut
Tenuta Il Bosco Brut millesimato 1994
Cantine Scuropasso Oltrepò Pavese Pinot nero Brut
I vini degustati:
Tenuta Il Bosco Brut millesimato 1994
Monsupello Classese Brut
Anteo Selezione del Gourmet 1997
Quaquarini Classese Oltrepò Pavese Pinot spumante
Bellani Marco Oltrepò Pavese Pinot Brut
Cantine Scuropasso Oltrepò Pavese Pinot nero Brut
Caseo Grande Cuvée
Il Montù Oltrepò Pavese Pinot nero Brut
Cà del Gé Oltrepò Pavese Pinot spumante
Travaglino Oltrepò Pavese Spumante Brut Classese 1997