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Report degustazioni 2001-2002

WINE NEWS
EDITORIALE
IL PUNTO



 

Anteo: metodo classico d’eccellenza in Oltrepò Pavese

Secondo le recenti linee strategiche delineate dal Consorzio vini Oltrepò gli spumanti metodo classico sono destinati, più di quanto lo siano stati nel recente passato, a rappresentare una produzione di assoluta centralità e importanza nel panorama produttivo oltrepadano.Per ottenere questo obiettivo si dovrà lavorare molto, sia dal punto di vista dei disciplinari, che dovranno prevedere un’unica DOC per le bollicine nobili oltrepadane e soprattutto consentire una maggiore libertà di manovra per i produttori, consentendo loro sia di lavorare, come molti fanno, con il Pinot nero in purezza, oppure di equilibrare questa fantastica uva, (che dà prodotti di un’innegabile struttura, ma esprime vini che non sempre sono in linea con le idee, in materia di piacevolezza, del consumatore non solo locale, abituato ai Franciacorta e ai Trento DOC, oppure agli Champagne Blanc de Blancs), con il contributo dello Chardonnay. Con un dosaggio più ampio di quest’altra classica uva da méthode champenoise di quanto sia attualmente consentito.

AZIENDA AGRICOLA ANTEO
Località Chiesa
27043 Rocca de' Giorgi
tel e fax 0385 48583/99073

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Chiarito tale aspetto, va però ricordato come in terra oltrepadana, nonostante il dover prevalentemente lavorare con il Pinot nero possa essere interpretato come una sorta di “schiavitù”, ci sono aziende spumantistiche che interpretando al meglio questa varietà che potremmo definire “croce e delizia”, e soprattutto affinando con gli anni una metodologia di lavoro sono riuscite a conquistare, proprio come accade con le migliori Maison de Champagne, uno “stile” aziendale, e a dare ai loro prodotti un vero e proprio marchio, una riconoscibilità che è anche costanza produttiva e affidabilità. Una di questa non numerose realtà è, indubbiamente, l’azienda agricola Anteo di Rocca de’ Giorgi, che con solo poco più di vent’anni di storia, (fu difatti fondata nel 1981 da Trento Cribellati), condotta oggi dai figli Antonella ed Ettore Piero, con la consulenza discreta ed intelligente dell’enologo cremasco Beppe Bassi, rappresenta a mio avviso l’azienda qualitativamente più interessante nel panorama della spumantistica metodo classico oltrepadana. Sicuramente più di altre che sono state importanti in passato e oggi stanno cercando una loro identità o di un paio che sono sopravvalutate da qualche guida per motivi – trattasi di conflitto d’interessi – su cui per carità di patria preferiamo sorvolare…
La riprova di questo valore e di un modo di lavorare, sui metodo classico, che merita attenzione e rispetto e che sa esprimere vini in grado di abbinare ad un’indubbia piacevolezza in giovane età e ad un’impeccabile tecnica esecutiva, il raro pregio di una bella tenuta nel tempo e di un’evoluzione estremamente interessante, l’ho avuta nel corso di una recente visita – degustazione in azienda compiuta, insieme agli amici Antonio Allegretti e Patrizio Chiesa, responsabili di questo portale, lo scorso maggio.
Tema del nostro incontro non è stato un wine tasting di tutti i prodotti (forse un tantino troppi ?) che Anteo produce, ma un’analisi di annate diverse di bollicine nobili, in gran parte ottenute con Pinot nero a larga maggioranza, per verificare la loro personalità e l’evoluzione negli anni.
Abbiamo difatti assaggiato non solo vini dell’annata ora in commercio, ma con un percorso a ritroso nel tempo ci siamo spinti fino a verificare la tenuta di Brut classico 1994 e 1996 e addirittura di un sorprendente magnum di Brut riserva Privé 1988, degorgiato nel 1999 e quindi in bottiglia da cinque anni. Un vino di assoluta freschezza, vivacità e sapidità, di piacevolezza e bilanciamento estremi, un piccolo capolavoro.
Cominciamo il nostro racconto dai Brut classico, nelle annate 1996 e 1997, interamente a base Pinot nero, e dall’edizione 1998 che vede invece il sensibile contributo di una quota di Chardonnay.

 

Con il 1998 Selezione del Gourmet, (sboccatura 2002) prodotto per la prima volta con la tecnica di portare in pressa grappoli interi, si ha un vino dal fresco e vivace corredo aromatico, molto piacevole, equilibrato, ricco e strutturato in bocca, un prodotto dallo stile che tende ad avvicinarsi al modello Franciacorta e Trento, vini nei quali, va ricordato, sono le uve bianche, Chardonnay e un pizzico di Pinot bianco, nella zona bresciana, a dominare. Nel 1997 Selezione del Gourmet (dégorgement 2002), ho invece riscontrato uno spumante dal naso abbastanza evoluto e maturo, molto caldo e agrumato, dotato di grande materia, ma senza la freschezza e che caratterizzava il 1998 e che contraddistinguerà, invece, con grande sorpresa, un fantastico 1996, uno dei migliori metodo classico oltrepadani che mi sia mai capitato di degustare. Vino che, come ha rivelato il tecnico, ha parzialmente fatto la malolattica, per enfatizzare il carattere fruttato, questo Brut Classico 1996 (dégorgement 2000), praticamente tutto Pinot nero, mi è apparso come uno spumante di bellissima vivacità ed intensità, con un naso segnato dagli agrumi (cedro e pompelmo), molto pieno, intenso, accattivante e solare.

In bocca un vino cremoso, avvolgente, di assoluta eleganza e sapidità, con un frutto molto ben espresso e un finale sorprendentemente vivo, scattante, con una magnifica vena minerale. Molto buono e segnato da quella mineralità che è elemento distintivo degli spumanti di Anteo ed espressione del tipo di terreno dove sono situati i vigneti, marne calcaree eoceniche, di un microclima particolare, quasi 400 metri di altezza e boschi a contendere lo spazio alla vite, che cresce in una situazione assolutamente ideale, con trattamenti ridotti al minimo e concimazioni esclusivamente organiche, anche il Brut 1994, dieci anni di vita e dégorgement 1999, dal naso ancora molto fresco e vivo, con ananas e frutta esotica a dominare, e grande equilibrio, piacevolezza e una certa cremosità al gusto, per un vino davvero fantastico da bere in questo momento.
Il nostro assaggio è poi proseguito con il Brut 1999, (dégorgement 2003), fragrante, dotato di un bellissimo e fragrante corredo aromatico, molto sapido e con un’acidità pronunciata, ma ancora molto giovane e a mio avviso, in questo momento meno interessante e meno espressivo degli altri vini più maturi, e soprattutto con l’intrigante e davvero ben fatto (peccato ce ne siano solo 4000 bottiglie) Rosé 1999 (Pinot nero in purezza, con uve raccolte a piena maturazione, affinato 30 mesi sui lieviti, con dégorgement 2003), dal bel colore sangue di piccione – buccia di cipolla, caratterizzato da una splendida dolcezza di frutto (mirtillo e lampone su tutto), da un grande equilibrio e da ottima bevibilità.

Interessante anche la verifica del Nature Ecru 1999, - IN VENDITA SU VINOTECH OLTREPO - (dégorgement primavera 2003), uno spumante millesimato, praticamente solo da uve Pinot nero, (con circa un 10% di Chardonnay), prodotto solo nelle annate migliori e con una piccola parte di uve (5%) affinata in legno. Nessuna liqueur d’expédition per il Nature e ricolmatura effettuata solo con lo stesso vino base, per un risultato, già convincente ora, e molto promettente in prospettiva, che designa un vino da amatori e da esperti, dal naso molto intenso, agrumato e con sfumature d’alloro ed erbe aromatiche, dal gusto molto cremoso e piuttosto secco, asciutto, al momento leggermente “verde” (ma è un limite di gioventù), sul finale, che è piuttosto lungo e persistente e segna la struttura e la ricchezza d’estratto di questa riserva.

E una riserva, appunto, la cosiddetta Riserva del Poeta, dedicata da Antonella ed Ettore Cribellati al ricordo del padre (sensibile poeta dilettante), è stata la degna chiusura, alla grande, del mio assaggio degli spumanti Anteo, con un vino molto ambizioso e prodotto in limitata quantità nelle grandi annate, ottenuto da un 85% di Pinot nero e da un 15% di Chardonnay, quest’ultimo affinato in piccoli fusti di rovere francese.

Lunga permanenza sui lieviti e dégorgement nel luglio 2003 per questa cuvée de prestige, ottenuta da una selezione di uve rigorosa fatta in più passaggi, con produzione ridotta a 40 ettolitri ettaro, e vinificate con ogni attenzione sino ad ottenere un vino che è importante strutturato, ricco, (con otto grammi zucchero per litro e un’acidità del 7.05 per mille), ma che al gusto si mantiene molto piacevole, equilibrato e tutt’altro che pesante o “gnucco”, come accade invece con troppi Oltrepò Pavese spumante Pinot nero, in bocca.
Color giallo paglierino brillante, la Riserva del Poeta mostra subito un naso di bella complessità e lunghezza, con note di pompelmo e ananas in evidenza, accenni leggermente mielati, di spezie e di fieno secco, un gusto ben secco inizialmente, ma che poi si distende morbido, elegante, con assoluto equilibrio e continuità, sino a regalare un finale vivo, pulito, piuttosto sapido, da vino di notevole carattere.

Miglioreranno sicuramente le cose, con un più massiccio contributo dello Chardonnay a temperare la durezza e la forza del Pinot nero, in Oltrepò nei prossimi anni, ma grazie a vini pienamente convincenti come quelli di Anteo, la spumantistica metodo classico oltrepadana può avere la consapevolezza di partire da livelli molto validi e di poter contare su solidi modelli di riferimento, su spumanti ai quali, ispirarsi, non sarà sicuramente un peccato, anzi…

Franco Ziliani
Bubwine@hotmail.com

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