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NOVEMBRE MESE DI ROSSI... MESE DI ROSSI OLTREPO PAVESE

Per il terzo appuntamento con le degustazioni promosse dal nostro portale abbiamo concentrato l'attenzione sul vino che riteniamo sia e debba ancora maggiormente essere, in futuro, il portabandiera qualitativo ed il simbolo della zona, l'Oltrepò Pavese Rosso e Rosso riserva. Il vino, lo ricordiamo, che nasce da un uvaggio di Croatina, Barbera, Uva rara, Vespolina ed eventualmente Pinot nero, con una produzione per ettaro consentita di 110 quintali, con resa massimo uva vino del 65%. In quest'occasione non ci siamo limitati a degustare vini di aziende presenti su Oltrepopavese.it e non abbiamo allargato la partecipazione ad un paio di aziende ospiti, come fatto in occasione della degustazione di Riesling.

Per avere un panorama più ampio ed il più esaustivo possibile della produzione di questo vino importante, impegnativo, corposo, che riassume al meglio l'anima vinicola dell'Oltrepò, abbiamo chiesto l'aiuto del Consorzio vini Oltrepò, che ha collaborato con noi, contattando le aziende associate e invitandole a partecipare a questa degustazione. Ben ventuno produttori (potevano essere di più e ci dispiace di qualche defezione significativa, di cui non riusciamo a cogliere il motivo) hanno raccolto l'invito, consentendoci in tal modo di realizzare un'analisi seria e meditata, alla quale ha partecipato anche il dottor Rovati, ex direttore del Consorzio e uomo di provata esperienza e conoscenza del panorama viticolo oltrepadano, sulla realtà odierna della tipologia Oltrepò Pavese rosso. Prodotto in maniera tradizionale, con invecchiamento in grandi botti di rovere, oppure secondo uno stile più moderno, con affinamento e fermentazione in piccoli fusti, o barrique.

Immutato il criterio di giudizio utilizzato anche in occasione delle precedenti degustazioni, un punteggio da un minimo di una ad un massimo di cinque stelle, come in uso nella stampa anglosassone. Inalterata, e garanzia d'assoluta oggettività e serenità di valutazione, la degustazione fatta a bottiglie coperte, senza conoscere il nome del produttore.
I risultati del nostro wine tasting sono stati interessanti e molto più soddisfacenti, anche da un punto di vista statistico, rispetto alle verifiche fatte su Bonarda e Riesling. Su 28 campioni presi in esame solo sei hanno ottenuto una valutazione di mediocre, in altre parole punteggi varianti da una stella e mezza a due. Sette si sono piazzati tra le due stelle e mezzo e le tre, mentre gli altri hanno ottenuto punteggi varianti da un minimo di tre stelle ad un massimo di 4, raggiunte dai 4 vini che ci sono parsi più piacevoli, equilibrati, tipici e rappresentativi di una tipologia e di uno stile oltrepadano, degli altri.

 Una media considerevole che conforta circa la capacità dei produttori dell'Oltrepò di esprimere vini rossi di buon livello quando, pur con tutte le concessioni agli stili moderni di vinificazione e di affinamento, mantengono i piedi ben saldi nel territorio oltrepadano e dimostrano di voler rispettare e servire un vino che ha radici antiche e che ha un modo di manifestarsi autentico e personale.  Le sorprese non sono mancate: tra i sette vini che ci sono piaciuti di più tre soli sono i Riserva e quattro i Rosso normale, di cui due annata 1999. La presenza di quattro 1997, di cui tre riserva, in questo novero ristretto di vini più gettonati, testimonia il valore dell'annata e la buona capacità d'invecchiamento degli Oltrepò Pavese Rosso. Un vino che, a giudicare dal suo nome, molto ordinario, sembrerebbe indicare un vino quotidiano, un normale rosso, e non una tipologia di punta. 

 Che cosa c'è piaciuto e cosa invece non ci ha convinto in questi vini ? 
Nei vini migliori abbiamo apprezzato il naso molto franco, pulito, intensamente vinoso, talora complesso e variegato, con note di frutta matura, cuoio, oppure con fragranti venature floreali, e poi la carnosità, il gusto, terroso, una certa ruvida piacevolezza, un'acidità bilanciata ma viva, la giusta struttura tannica, il carattere spiccato di vino che si esalta e si esprime al meglio abbinato a piatti robusti di carne, a umidi, a primi piatti con ragù ed intingoli. Al maiale, al bollito misto, agli arrosti.
Nei vini più deboli ci hanno invece disturbato l'eccesso di legno, le tostature sparate, i tannini duri, l'assenza di frutto e di polpa che impediva di reggere bene l'abbraccio (che può essere dolcissimo, ma anche mortale) con il legno nuovo, un certo carattere verde, una scarsa pulizia, in definitiva una scarsissima piacevolezza, una monotonia del gusto. 

 I vini migliori ci sono apparsi non solo quelli dotati di maggiore materia e consistenza, di un frutto più succoso, ma soprattutto di un equilibrio tra le varie componenti, morbidi quanto basta, ma anche dolcemente "machos", appena scontrosi, terrosi, con una bella acidità ancora viva che equilibra la materia e dà freschezza, perché l'Oltrepò Pavese Rosso e la versione riserva, non sarà mai un vino laccato, perfettino, ma dovrà mantenere una sua "ruspante" diversità e autenticità.

 Tra le aziende che a nostro avviso si sono maggiormente distinte in questa degustazione, accanto alla conferma di nomi noti come Le Fracce, con il Bohemi, di Albani, con la sua riserva Vigne della Casona, di Doria, con il Roncorosso, ci ha molto favorevolmente colpito l'affermazione del Magister di Quaquarini, che con le sue 6500 lire + Iva mostra un rapporto prezzo - qualità straordinario, e di ben due vini di Montelio, il 1999 base, 6800 + Iva, altro prezzo da sottolineare, e la riserva Solarolo, che con le sue 12 mila lire + Iva è andato decisamente molto meglio di vini più blasonati, o dal prezzo molto superiore, quando non addirittura doppio. Inoltre tutti i vini che si sono piazzati nei primi sette posti non sono vini virtuali, prodotti in pochi esemplari, ma sono prodotti in ragione di un minimo di 5000 bottiglie, sino ai trentamila pezzi del Magister. A conferma che in Oltrepò, lavorando con coscienza e determinazione, si può tranquillamente abbinare la qualità ad una quantità ragionevole. A tutto vantaggio del produttore, che può programmare ricavi interessanti, ma anche del consumatore, che non deve dannarsi l'anima per trovare il vino desiderato e non deve sborsare cifre folli, il più delle volte ingiustificate, per bere bene.

Franco Ziliani

Gli otto Oltrepò Pavese Rosso e Rosso riserva "top" della nostra degustazione

Oltrepò Pavese Rosso 1999 Montelio
Oltrepò Pavese Rosso 1999 Magister Quaquarini
Oltrepò Pavese Rosso riserva 1997 Vigne della Casona Albani
Oltrepò Pavese Rosso 1998 Bohemi Le Fracce
Oltrepò Pavese Rosso riserva 1997 Solarolo Montelio
Oltrepò Pavese Rosso riserva 1997 Donna Cecilia Cascina Gnocco
Oltrepò Pavese Rosso 1997 Roncorosso Vigna Siura Doria
Oltrepò Pavese Rosso riserva 1996 Pindaro Martilde

AZIENDE IN DEGUSTAZIONE

Azienda Agricola Albani Riccardo - Azienda Agricola Le Fracce
Azienda Agricola Montelio - Azienda Agricola Quacquarini
Azienda Agricola Cascina Gnocco - Azienda Agricola I Doria di Montalto
Azienda Agricola Martilde - Azienda Aricola Caseo
Tenuta Frecciarossa - Azienda Agricola Giorgi F.lli
Azienda Agricola Guerci F.lli - Azienda Agricola Litubium
Tenuta Isimbarda - Azienda Agricola Bisi - Cantine Vilide
Azienda Agricola Monsupello - Azienda Agricola Verdi Bruno
Castello di Luzzano - Tenuta Pegazzera
Azienda Agricola Torti Pietro - Azienda Agricola Monterucco